Oggi il talento si chiama: Coherence!

Oggi il talento si chiama: Coherence!

Chi si occupa di performance come allenatori, tecnici, mental coach, atleti, psicologi, sportivi etc. ha una domanda costante: “come posso performare o far performare di più un atleta?” A questa domanda ci risponde direttamente la scienza che, con lo sviluppo di nuove tecnologie, ha permesso all’uomo di poter esprimere e raggiungere potenzialità fino a ieri credute impossibili. Nello sport di élite, l’atleta, o il professionista che guida gli atleti alla performance, fanno sempre più uso di strumenti quali: bio-rilevatori, biofeedback e neuro-feedback. Grazie a questi strumenti, uniti alle competenze del professionista, oggi l’atleta è capace di raggiungere risultati sempre più di vertice e difficilmente ottenibili da un atleta allenato e talentuoso ma senza monitoraggi e tecniche di riequilibrio psicofisico. L’atleta moderno può avere accesso ad alcune informazioni, come ad esempio sapere in anticipo qual è il suo stato di forma e che risultato aspettarsi, prima ancora di un allenamento o di una gara. L’argomento è molto ricco, quindi facciamo un passo alla volta iniziando prima di tutto a capire come funzionano questi bio-strumenti e a quali risultati ci possono portare. 

Cosa misurano questi bio-rilevatori?

Questi strumenti hanno la capacità di misurare alcuni valori del nostro sistema neurovegetativo, grazie ad appositi sensori. Possono misurare l’ampiezza delle nostre onde cerebrali (neuro-feedback) e il funzionamento del nostro sistema neurovegetativo (biofeedback e bio-rilevatori). L’argomento è molto complesso quindi cercherò di rimanere il più possibile nel descrittivo, cercando di evitare le parti troppo tecniche e soprattutto cliniche.

Il biofeedback nasce inizialmente nelle applicazioni, soprattutto mediche e psichiatriche, della bioautomatica, i procedimenti di controllo volontario a retroazione (ingl. feedback) di processi fisiologici svolgentisi normalmente al di sotto del livello della coscienza; mediante complessi apparati elettronici che rimandano al soggetto segnali legati a una specifica funzione fisiologica. Con questo, nel corso di una serie di sedute di training (btraining), si viene addestrati sia al controllo dei ritmi cerebrali, sia al controllo di attività periferiche quali la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, ecc. Procedimenti di biofeedback vengono anche usati nella terapia di disturbi funzionali che riguardano il controllo della muscolatura striata e nello sport per regolare il livello di attivazione e migliorare la performance.

La misurazione si realizza tramite particolari elettrodi che possono prelevare diversi segnali come la conduttanza cutanea, la temperatura periferica, il ritmo e la profondità della respirazione, la tensione muscolare e la frequenza cardiaca (FC). Di tutti questi importanti segnali raccolti, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) è il dato per noi più interessante. Forse non tutti sanno che un cuore sano non batte regolare come un metronomo ma, al contrario, è e deve essere irregolare per essere un cuore efficiente. Questa variabilità della frequenza cardiaca (HRV) è dipendente dal nostro sistema nervoso autonomo (SNA), in particolare dalla collaborazione del ramo ortosimpatico e quello parasimpatico. La buona regolazione del SNA dipenderà dagli aspetti psicologici (rimuginii e ruminii), da ciò che mangiamo, dalla qualità del sonno, dall’attività fisica, lo stile di vita condotto e lo stress percepito. Questi fattori determinano l’equilibrio omeostatico e conseguentemente il funzionamento del sistema neurologico, endocrino e immunologico. Gli strumenti biofeedback, oltre alla misurazione, possono intervenire sulla regolazione di questi sistemi grazie a procedimenti di controllo volontario a retroazione. Similmente, il Neuro-feedback misura e mostra l’attività encefalica e la correlazione tra le varie aree del cervello. Tramite sedute di training si viene addestrati al controllo dei ritmi cerebrali grazie a procedimenti di controllo volontario a retroazione.

Cos’è la coerenza cardiaca?

È un particolare stato dell’organismo nel quale il sistema cardiovascolare, quello respiratorio e le

funzioni cerebrali agiscono in perfetta sincronia, lungo una specifica gamma di frequenze oscillatorie.

Caratteristiche stato di coerenza cardiaca

– Chiarezza di pensieri

– Equilibrio fisico ed emozionale

– Minori tensioni muscolari

– Migliore postura

– Assenza di stati d’animo persistenti e duraturi

– Forma d’onda con distribuzione ordinata e coerente

– Sincronizzazione tra i diversi sistemi oscillatori

Vantaggi nel sapersi autoregolare

Le misurazioni e le tecniche utilizzate per regolare il nostro sistema neurovegetativo inizialmente ebbero impiego unicamente nell’ambito clinico per curare la patologia, poi, con il passare degli anni, la sua diffusione fu nella psicoterapia e adesso, grazie ai costi più accessibili, l’offerta ha raggiunto altre aree come quelle del benessere (miglioramento dello stress) e lo sport per ottimizzare la performance.

Lo sportivo che fa uso di questi mezzi, con il giusto training, potrà avere i seguenti vantaggi:

  • Conoscere il recupero: cioè sapere se il sistema fisiologico e psicologico hanno recuperato dallo stress precedente, se si è pronti a nuovi allenamenti e con quale nuovo carico di stress massimale ci si potrà allenare.
  • Ottimizzazione del recupero: è possibile anticipare i tempi di recupero per essere pronti a nuovi carichi di allenamento o gare ravvicinate. 
  • Potenziale prestativo: l’atleta conosce le sue risorse aerobiche ed anaerobiche esprimibili nel momento presente; quindi, sa quanto si potrà allenare e come. Conoscendo questo dato, l’atleta potrà scegliere la strategia migliore per ottimizzare le risorse energetiche.
  • Monitoraggio dell’attività: durante l’attività sportiva l’atleta saprà se sta utilizzando al meglio tutte le sue risorse energetiche aerobiche e anaerobiche e come regolarle.
  • Monitoraggio post attività: dopo l’allenamento o gara, l’atleta saprà quanto impegno ha prodotto sotto l’aspetto psichico e fisico. Per esempio, l’atleta potrebbe aver prodotto un impegno massimale, parziale o addirittura più del dovuto con il rischio di un possibile infortunio o di over-training.
  • Evitamento del l’over-training: allenarsi sempre sopra la soglia massimale, o utilizzando male i tempi di recupero, produce sovrallenamento con conseguenti permanenti cali di prestazione fisica.
  • Evitamento dell’infortunio: conoscere la soglia massimale di fin dove ci si possa spingere con gli allenamenti è fondamentale per la durata di una carriera sportiva.
  • Calibrare la propria dieta: conoscere le calorie totali bruciate nell’arco di una giornata, apprendendo anche cosa si è consumato, potrebbe fare la differenza nella scelta della dieta. Per esempio, si potrebbe aver bruciato in un’intera giornata 4500 calorie totali e sapere la loro suddivisione. Per esempio, di queste 4500 calorie totali, 1500 potrebbero essere di carboidrati e le restanti 3000 di proteine.
  • Conoscere l’effetto degli alimenti. Possiamo vedere come ciò che mangiamo e beviamo possa modificare l’equilibrio del nostro sistema neurovegetativo.
  • Qualità del sonno: è possibile monitorare la quantità e la qualità del sonno per poi dedurre le eventuali cause di disturbo.
  • Stress accumulato: quando si accumula troppo stress, esso spesso si cronicizza andando a modificare i normali ritmi circadiani, la qualità del sonno e la capacità di rispondere adeguatamente agli stimoli interni ed esterni che ci sopraggiungono. Il recupero dallo stress avviene grazie alle tecniche di biofeedback.

Sopra il report della misurazione della tonicità del sistema neuro vegetativo.

Ricerca benefici coerenza cardiaca

È possibile migliorare il rapporto Stress/Prestazioni gestendo adeguatamente le proprie reazioni

emozionali agli stimoli esterni o a quelle che vengono percepite come minacce, beneficiando di:

– una riduzione dell’ansia (60%) e dello spossamento (45%);

– un miglioramento della capacità di concentrazione (24%) e di ascolto (25%), ottimizzazione del

bilancio lavoro/vita familiare (17%);

Studio effettuato su 1400 dipendenti di società globalizzate che hanno imparato ad arrestare le

reazioni automatiche di stress e rafforzare la resilienza emozionale (Childre e Cryer 2000).

Non ci resta che scegliere

Ci sarebbe molto altro da aggiungere e mi riprometto di farlo nei prossimi articoli. La cosa importante è aver capito l’esistenza di nuove e potenti tecniche da integrare ai consueti allenamenti tecnici e fisici. La possibilità di allenarsi sul miglioramento della coerenza cardiaca ha portato, oggi, la prestazione sportiva oltre ogni previsione. Gli esempi non mancano. Oggi, Nadal, Federer, Valentino Rossi, Totti, Ibrahimovic e tanti altri atleti di élite hanno, e hanno avuto, carriere di vertice mediamente più lunghe del normale e che nel futuro prossimo sono destinate ad allungarsi sempre di più. Il motivo di tutto questo è la qualità e soprattutto le nuove frontiere metodologiche con cui ci si prepara alla prestazione sportiva. A questo punto la scelta è facile e quasi scontata, per una prestazione di élite si deve essere in coerenza cardiaca!

Giochi dalla testa in su. 

Non è tutto, è soltanto il 90%,

 ma potrebbe essere anche di più.”

Arnold Palmer

Categories:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.