Antifragile

Se vuoi davvero qualcosa puoi ottenerla. Il tuo corpo seguirà la tua mente

Justin Fashanu

Maltrattateci pure, grazie!

In questo articolo vi parlerò di una qualità mentale, una qualità che possediamo tutti noi. L’unico sforzo sarà quello di volerla utilizzare. Quante volte ci siamo domandati “come è stato possibile?”. 

Questa domanda a volte ci scaturisce vedendo un singolo, o un gruppo di individui, che hanno raggiunto obiettivi importanti nei vari ambiti della vita. Rimaniamo soprattutto perplessi quando scopriamo che le condizioni iniziali, tra chi ha saputo raggiungere il successo e chi no, erano più o meno simili.

Questa qualità mentale la possiamo usare a nostro favore in ogni area della nostra vita, dalle relazioni sociali al mondo del lavoro, dall’universo sportivo a quello dello studio.

Insomma, pare proprio che ciò che metterebbe in moto quell’atteggiamento vincente in ognuno di noi sia questa abilità intrinseca. Questa abilità mentale è “l’antifragilità”.

Che cos’è l’antifragilità

Va subito precisato che il termine antifragile è stato coniato dal filosofo Nassim Nicholas Taleb. Sperando di non essere troppo presuntuoso, cercherò di riassumere l’idea dell’antifragile e la sua applicabilità al mondo dello sport (e non solo).

Per spiegare il significato della parola “antifragile” riporterò qui di seguito l’esempio fatto da Taleb nel suo libro “Antifragile”. “Immaginate di stare in un ufficio postale per spedire a un cugino che abita nella Siberia centrale un servizio di coppe da spumante. Per evitare possibili danni durante il trasporto, farete scrivere (in rosso) sul pacco <fragile> o <maneggiare con cura>.

Vi siete mai chiesti quale potrebbe essere la situazione opposta, l’esatto contrario di “fragile”? Per la maggior parte delle persone la risposta è <robusto>, <resistente>, <solido> o attributi simili.

Tutto ciò che è robusto, solido e via dicendo non si rompe né migliora; quindi, non ha necessità di essere segnalato (a meno che non vi fosse capitato di trovare la scritta <indistruttibile> scritta a caratteri cubitali verdi sul pacco).

Dal punto di vista logico l’esatto contrario di un pacco fragile dovrebbe essere un collo con la scritta <maneggiare senza cura> oppure <maneggiare senza problemi>.

Il suo contenuto non solo sarebbe indistruttibile, ma potrebbe persino trarre beneficio da eventuali scossoni e da una vasta gamma di traumi. Il pacco fragile sarebbe quindi integro nel migliore dei casi, quello robusto lo sarebbe nel migliore e nel peggiore dei casi. L’opposto di fragile è dunque ciò che rimane integro nel peggiore dei casi.

Chi è l’antifragile? 

È quella persona che trae vantaggi anche nel peggiore dei casi. È quel pacco con su scritto antifragile, dove più questo pacco viene trattato con incuranza più il suo contenuto si impreziosisce traendo da questa tutti i vantaggi.

È l’uomo, lo sportivo che sa tirare fuori il meglio di sé nei momenti più difficili.

L’uomo definito come resiliente, invece, lo possiamo paragonare al pacco robusto. Qualsiasi cosa che gli accadrà non scalfirà nessuna delle sue caratteristiche e saprà resistere al passare del tempo.

Nello sport come nella vita, l’atleta virtuoso è l’atleta antifragile. In Italia siamo pieni di esempi apparentemente negativi che poi si sono trasformati in positivi grazie all’antifragilità.

Se facciamo qualche passo indietro nel tempo, e arriviamo precisamente nel 1982, in Spagna (l’anno del “totonero”) l’Italia di Bearzot seppe vincere un mondiale di calcio in uno dei momenti più critici della storia nel nostro calcio, dopo lo scandalo del calcio scommesse.

Questa qualità sembra così intrinseca agli azzurri tant’è che ci ripetemmo nel 2006 in Germania, dopo lo scandalo allora legato a calciopoli, con un nuovo trionfo mondiale.

Ma senza andare troppo indietro nel tempo, solo quest’anno (oggi è il 14 ottobre 2021) alle Olimpiadi di Tokyo, nel salto in alto, l’italiano Tamberi ha saputo esprimere la sua antifragiltà conquistando la medaglia d’oro. La sua antifragilità è stata quella di reagire a un infortunio capitatogli cinque anni prima, alla vigilia delle Olimpiadi di Rio del 2016, che lo costrinse al ritiro. Grazie a questa risorsa (che tutti noi abbiamo), Tamberi ha saputo portare a suo vantaggio l’esperienza di quell’infortunio.

L’atteggiamento antifragile

Immaginate che in prossimità delle Olimpiadi succedesse una tremenda sciagura mondiale. L’intero globo si ritrova a combattere contro un nuovo nemico dal nome COVID-19. Una vera e propria pandemia. Se ce l’avessero raccontata solo un anno prima, molti di noi non ci avrebbero mai creduto. Purtroppo è successo. E come sappiamo tutti è successo anche che le Olimpiadi del 2020 di Tokyo si siano poi svolte con un anno di ritardo.

Per tutti gli atleti che dovevano partecipare a Tokyo, oltre al dramma planetario che stavano vivendo (appunto la pandemia), se ne aggiunse un secondo: “per le Olimpiadi ci vediamo forse il prossimo anno, grazie!”. Tutto questo ha suscitato tre diverse reazioni di comportamento: quella del pacco fragile, il pacco robusto e il pacco antifragile.

Tutti gli atleti che alla notizia dell’Olimpiade posticipata di un anno hanno visto la fine del loro sogno, perché hanno magari detto: “tra un anno sono più vecchio e penso che non ce la farò”, o “io un altro anno così non lo posso sostenere con questa intensità”, etc., rientrano nella categoria del pacco fragile. Dovevano essere trattati con cura, purtroppo un incidente di percorso (la pandemia) ha frantumato il loro contenuto.

Il secondo terzo di atleti che invece si sono detti: “devo resistere un altro anno”, “io non mollo”, “sarò duro fino in fondo”. Possiamo etichettarli come i “robusti”, i “resilienti”. Questi atleti non sono stati scalfiti dalla duplice notizia negativa e si sono posti come obiettivo di mantenere lo stato di forma per un altro anno.

Gli antifragili, il terzo terzo

Quest’ultimo gruppo è composto dagli antifragili. Come sappiamo, essi più verranno messi nelle condizioni peggiori e più miglioreranno. Alla notizia che avrebbero dovuto aspettare ancora un anno per le Olimpiadi, la loro reazione potrebbe essere stata tipo questa: “bene, posso utilizzare questo tempo in più per migliorare ulteriormente”.

L’atleta antifragile, nel disagio, vede e trova la risorsa per fare meglio. Più gli si propongono condizioni sfavorevoli e più lui saprà portare a suo vantaggio lo svantaggio.

CONCLUDENDO

Se tu vorrai, non esisteranno più condizioni negative, sarà sufficiente vedere in tutte quelle situazioni apparentemente negative l’opportunità.

Essere antifragile significa proprio questo, è il saper trarre vantaggio da ciò che viene considerato inizialmente come uno svantaggio. Insomma, da adesso in poi: maltrattateci pure, grazie!

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