IL POTERE DEL QUI ED ORA

Hic et nunc, è l’espressione che usavano i latini per qualcosa che doveva avvenire nell’immediato. Veniva esplicitato soprattutto nel dare un ordine, o da parte di chi s’affrettava a eseguirlo.

Oggi quando ci riferiamo allo stare nel presente usiamo l’espressione “hic et nunc”, per dire qui ed ora.

Nell’epoca in cui viviamo oggi, dove siamo ricoperti di impegni da mantenere, appuntamenti da non dimenticare, lo stare nel tempo presente è piuttosto difficile. Questo stare con la mente continuamente orientati nel passato o nel futuro, ci pone in un continuo stress, facendoci perdere il piacere delle attività del momento attuale.

Per il benessere personale o per una ottimizzazione della performance sportiva, il consiglio è: “qui ed ora”. Vediamo perché.

QUI ED ORA = SINCRONIA

Lo stare nel presente significa vivere ciò che si sta facendo nel preciso momento che sta avvenendo l’azione. Quando spiego questo stato agli atleti, glielo faccio identificare con la parola “sincronia”. Quindi la sincronia viene associata allo stare nel presente, cioè, nel qui ed ora. Per entrare nello stato della sincronia, l’individuo dovrà essere concentrato su ciò che sta avvenendo in quel preciso momento.

CONCENTRATO

Quando richiamiamo qualcuno dicendogli: “stai concentrato”, è come se gli stessimo dicendo nulla di specifico o meglio ancora di concreto. Sì, perché il termine concentrato fa parte del mondo astratto. Per far sì che il soggetto si sappia concentrare, gli dobbiamo specificare quali sono le azioni concrete che egli dovrà fare.

Queste azioni specifiche le chiameremo “attrattori zero”, serviranno all’individuo per entrare nella sincronia.

ATTRATTORI ZERO

Stare nel qui ed ora significa vivere nel presente e questo stato lo abbiamo associato con il termine sincronia. Per stare in sincronia si deve essere concentrati sul ciò che si sta facendo, vivendo, sperimentando in quel momento. Ma come si fa a saper vivere nel presente? Regolando gli attrattori zero. Essi sono “l’immaginare” e il “fare”. Se state giocando a tennis e state pensando (immaginare) precisamente all’azione che state svolgendo (fare), vuol dire che siete in sincronia.

Ma se state pensando (immaginare): “se perdo cosa diranno i miei amici di me?”. Siete fuori sincronia. La vostra mente è orientata non su quello che state facendo ma su ciò che potrebbero dire (tempo futuro) i vostri amici. Non siete sul qui ed ora.

IL CONTADINO E IL SUO CAVALLO

La storia del contadino e il suo cavallo è una storia orientale, questa ci aiuterà a capire meglio lo stato mentale della sincronia.

Un povero vecchio contadino aveva un cavallo bellissimo che, per il suo valore inestimabile, persino l’imperatore gli invidiava, tanto da fargli generose offerte di denaro. Ma il vecchio contadino rifiutava sempre di venderglielo, sebbene con il guadagno avrebbe risolto i suoi problemi economici. Tutti gli abitanti del villaggio lo giudicavano pazzo a non accettare le ricche offerte. Una mattina, il contadino scoprì che il suo magnifico cavallo aveva scavalcato il recinto ed era scappato. I suoi compaesani lo aggredirono dicendogli che era stato davvero stupido a non vendere il cavallo perché ora aveva perso tutto, sia i soldi che l’animale.

Allora il vecchio contadino rispose “Queste sono solo le vostre interpretazioni. L’unica cosa che io posso dire è che questa mattina il mio cavallo è scappato”. I vicini se ne andarono confermando la loro ipotesi che quell’uomo fosse pazzo; ma quando, una settimana dopo, il cavallo tornò seguito da un intero branco di puledri selvaggi, tutti si affrettarono a congratularsi con lui, ammettendo che aveva avuto ragione a non disperarsi per la scomparsa temporanea del cavallo. Il vecchio disse: “Siete voi che pensate che questo sia un fatto positivo. Io posso solo dire che il mio cavallo è tornato con un branco di puledri selvaggi”.

Il giorno successivo, il figlio maggiore del contadino decise di domare i cavalli selvaggi ma, nel tentativo di farlo, cadde e si ruppe una gamba.

Di nuovo i vicini si precipitarono da lui per dirgli che aveva avuto ragione a non considerare una cosa positiva l’avere tutti quei cavalli selvaggi nel suo recinto. Ma ancora una volta il vecchio contadino rispose: “Posso solo dire che mio figlio maggiore si è rotto una gamba nel tentativo di domare i cavalli selvaggi. Non è una cosa positiva né una cosa negativa”.

Alcuni giorni dopo, l’imperatore dichiarò guerra al regno vicino e subito i suoi inviati andarono al villaggio per reclutare giovani abili. Il figlio del contadino, naturalmente, non venne arruolato e non dovette andare in guerra.

I vicini ancora una volta, dissero che il vecchio contadino aveva avuto ragione e che, alla fine, si era rivelata una circostanza positiva il fatto che suo figlio si fosse rotto una gamba. Ma il contadino li sorprese ancora una volta dicendo: “Questo è un vostro giudizio!

L’unica cosa si può dire con certezza è che mio figlio non è potuto andare in guerra perché aveva una gamba rotta”. Tutto il resto sono solo interpretazioni della vostra mente.

CONCLUSIONI 

Il messaggio di questo racconto è che conviene sempre vivere nel presente nel qui ed ora e non lasciarsi troppo trasportare nel passato o nel futuro.

Quando non si è in sintonia con il tempo presente, si verrà a creare uno spazio temporale tra il momento presente e il passato o il futuro e in questo spazio si inseriranno le emozioni. L’atleta dovrà imparare a concentrarsi sul momento presente, nel qui ed ora.

Così, come ha fatto il contadino, dovrà saper lasciare perdere giudizi o interpretazioni che lo portano lontano da quel momento e concentrarsi sulla prestazione presente.

Mi concentro solo sulla palla in rapporto alla faccia della mia racchetta,

 che è un lavoro a tempo pieno, fino a quando due palle non oltrepassano

 la rete nello stesso modo

Billie Jean King

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