Connessione totale

Nella vita, nel processo di apprendimento, nelle relazioni e nelle prestazioni, ci si deve saper connettere al momento presente. Il processo di connessione passa dalla nostra capacità di concentrazione

Durante una gara equestre, un cavaliere che si stava accingendo verso l’ostacolo con il suo cavallo, si vide costretto a cambiare il suo percorso perché un cane di colore grigio, era completamente focalizzato nel catturare un gatto. Quel cane era così focalizzato sul suo obiettivo che non si era assolutamente preoccupato del cavaliere che con il suo cavallo lo stavano investendo. Solo dopo che il gatto (per sua fortuna), riuscì a rifugiarsi su un albero, solo in quel momento si rese conto del contesto esterno e di dove si era andato a cacciare. Capito il pericolo, il cane prese a scappare verso il recinto per mettersi a riparo dai cavalli che percorrevano quel percorso.

Finché il gatto non si mise in salvo il cane era completamente focalizzato sul suo compito e nulla lo poteva distogliere.

Similmente al cane grigio, un atleta di élite sa spostare e mantenere la sua concentrazione sul suo obiettivo, creando tra sé e l’obiettivo una connessione

Ignorare le preoccupazioni

Essere completamente connessi con quello che si sta facendo nel momento presente, ci mette in quella condizione di non poter pensare ad altro. Se la connessione venisse spostata su una preoccupazione, allora non si sarebbe più concentrati su ciò che si sta facendo in quel momento, ma essa sarebbe diretta sulla preoccupazione. Quindi non ci potrà essere la presenza contemporanea delle due situazioni, o sono connesso sul compito del presente o su altro.

Gli atleti si allenano nel trovare il loro modo di connettersi in quello che stanno facendo. Come scrive Terry Orlick nella “Ricerca dell’eccellenza”, “una connessione focalizzata fa la differenza tra un grande atleta e uno normale, tra il vivere veramente la vita e il lasciarsi trascinare semplicemente verso un altro giorno; quando è assente, si perdono molte opportunità (di apprendimento, di prestazione, di relazione o di vivere semplicemente gioie di ogni giorno), perché le persone sono presenti fisicamente ma non mentalmente” 

LA CONNESSIONE DI CHRIS HEDFIELD

Chris, è stato pilota da caccia, collaudatore, ingegnere e uno dei più rispettati astronauti del mondo. La sua testimonianza ci potrà aiutare a capire meglio l’importanza della concentrazione rimanendo sempre e solo connessa a questa.

Quando piloti un aereo a 500 miglia orarie, ci sono tutta una serie di cose che non sono importanti e ci sono poche cose che sono davvero, davvero importanti. Ciò che c’è davanti a te nel prossimo chilometro è molto importante, perché ti ci troverai in pochi secondi. Il resto del tuo mondo non conta, non importa quello che succede alla tua macchina o a casa, o a quello che è successo appena 30 secondi fa, o qualunque altra cosa. Ciò che davvero conta è quello che avrà il maggiore impatto su di te nei prossimi 30 secondi. In un aereo ad alta prestazione le cose accadono velocemente, specialmente quando stai scendendo di quota o quando stai volando con un altro velivolo. È perciò necessario che tu ti separi da tutto il resto senza curarti delle cose che non sono importanti, rimandandolo a dopo. Nonostante questi problemi possano diventare successivamente una questione di vita o di morte, per adesso non puoi prestare loro attenzione, non importano. Devi concentrarti appieno solo su ciò che c’è davanti a te proprio in questo preciso momento.

Ci sono occasioni in cui, se non ti concentri sulle cose importanti in quel momento, ti privi di una possibilità di avere successo. Quindi devi imparare a mettere le cose nelle loro scatole, nei loro cassetti e scomparti per poter riuscire con successo. Durante l’adolescenza, ero un discesista di sci, uno sport che richiede una grande concentrazione. Nelle gare di discesa hai 30 secondi per fare bene: o vinci una medaglia, o cadi e magari ti rompi una gamba e questa è un’eventualità su cui è indifferibile concentrarsi. Puoi iniziare a farlo su scala molto ridotta. Concentrarsi per un certo periodo di tempo per poter realizzare qualcosa è difficile. Mettiti alla prova facendo qualcosa che riesci a fare a malapena e poi impara a concentrarti finché non riesci a farlo bene, per poi applicare lentamente quanto appreso al resto delle tue attività.

SVILUPPA LA CONCENTRAZIONE

Per migliorare le capacità di concentrazione e, una volta raggiunte, renderle più costanti, prefiggiti alcuni obiettivi che ne consentano una regolare emersione. Qui di seguito vengono presentati solo alcuni suggerimenti pratici di Orlick:

  • Quando entri in palestra o in campo, o quando ti rechi sul sito di allenamento o di gara o sul posto di lavoro, lascia tutto dietro di te. Niente di ciò che è accaduto prima dello spostamento deve assumere una qualche importanza. In quel momento devi essere completamente “presente” sul sito e sì totalmente concentrato per trarre il meglio da quest’opportunità.
  • Usa la tecnica di visualizzazione per figurarti nell’eseguire azioni, reazioni, abilità, movimenti, programmi, giocate di successo, nella tua mente e nel tuo corpo. Poi concentrati per eseguire alcune di queste abilità, azioni, reazioni chiave in allenamento, al lavoro o nel contesto di gara. Lascia fluire il tutto liberamente e naturalmente, senza alcun pensiero negativo o di disturbo.
  • Durante gli allenamenti e prestazioni, concentrati per essere totalmente connesso a qualunque azione tu sia eseguendo o allenando. Pensa a ciò che vuoi fare o a ciò che vuoi realizzare oggi in chiave: fisica, tecnica, tattica o semplicemente mentale e poi concentrati completamente nel farlo.
  • Sentiti libero di eseguire alcune azioni, reazioni, abilità, movimenti o compiti senza pensieri o valutazioni coscienti. Fallo e basta, lasciati andare, calati totalmente nel momento e guarda ciò che accade, lasciati guidare dalle sensazioni e dall’istinto e sentiti libero di far fluire i movimenti naturalmente. Non farti domande. Non giudicare. Bada solo a fare. Valuta come ti senti e dove l’azione ti sta portando.

“Dovunque vada la tua mente, tutto il resto la segue”

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